Per i modernisti, la Chiesa e lo Stato devono essere due istituzioni dissociate, che operano l'una per un fine spirituale, l'altro per un fine temporale. Nel passato, però, la Chiesa aveva l'autorità temporale che oggi i modernisti non le riconoscono più: essi affermano che un tempo si riteneva che la Chiesa fosse stata istituita direttamente da Dio, come autore dell'ordine soprannaturale, mentre oggi queste credenze sono respinte dai filosofi e dagli storici. C'è di più. Per il modernista, il cattolico deve dissociarsi dal cittadino, nel senso che, in quanto cittadino, il cattolico avrebbe il diritto e dovere di non curarsi dell'autorità, dei desideri, dei consigli e dei comandi della Chiesa, e di fare quello che lui giudicherà utile per il bene della patria. La Chiesa non può nemmeno prescrivere al cittadino una linea di condotta, poiché altrimenti sarebbe un abuso di potere in un campo che non le compete.
Queste teorie, sono già state condannate dal Sommo Pontefice Pio VI nel 28 agosto 1794, nella Costituzione apostolica Auctorem fidei.
[I modernisti non si accontentano certo del fatto che lo Stato si separi dalla Chiesa...] E infatti, secondo i modernisti la Chiesa, nelle cose temporali, deve sottostare allo Stato, proprio come la fede deve sottostare alla scienza. Tale asserzione è chiaramente deducibile per logico raziocinio.
Queste teorie, sono già state condannate dal Sommo Pontefice Pio VI nel 28 agosto 1794, nella Costituzione apostolica Auctorem fidei.
[I modernisti non si accontentano certo del fatto che lo Stato si separi dalla Chiesa...] E infatti, secondo i modernisti la Chiesa, nelle cose temporali, deve sottostare allo Stato, proprio come la fede deve sottostare alla scienza. Tale asserzione è chiaramente deducibile per logico raziocinio.






